2018: politica, comunicazione e strategie per il 2019
18 Dicembre 2018

2018: politica, comunicazione e strategie per il 2019

Gli ultimi giorni di dicembre sono sempre il momento di trarre bilanci e stilare resoconti dell’anno che si sta concludendo per prepararsi al meglio per l’anno che verrà.

Dopo aver parlato dei trend di web e marketing per il 2019, vogliamo soffermarci sulla comunicazione politica a partire da quello che abbiamo visto in questo 2018 per capire cosa attenderci nel prossimo anno.

L’anno politico che si sta concludendo è stato caratterizzato dalle elezioni politiche, dall’attesa per la formazione dell’esecutivo e dai primi 6 mesi del Governo Conte a guida gialloverde. Già a partire dalla campagna elettorale, abbiamo assistito ad un cambiamento della comunicazione politica dettato soprattutto dalle modalità di espressione di Lega e Movimento 5 Stelle. I due partiti che hanno poi formato il Governo hanno conservato la modalità tipica della propaganda elettorale anche una volta entrati nelle istituzioni svuotando di fatto la comunicazione di ogni contenuto politico.

Anche i tre grandi temi su cui si sono fatti ridondanti annunci e battaglie, ovvero flat tax, reddito di cittadinanza e quota 100, stanno venendo meno costringendo i politici al governo ad una comunicazione che non ha alcun piano strategico alle spalle ma che si adatta a seconda degli eventi senza una visione di lungo termine.

Di conseguenza più le parole sono vuote e più hanno bisogno di essere urlate, ecco quindi che la comunicazione politica è diventata réclame, sostenuta anche dal linguaggio e dalle dinamiche social. In questo Matteo Salvini è il leader indiscusso, che detta la linea alla quale tutti di adeguano.

Il Ministro dell’Interno e vicepremier ha praticamente fagocitato il suo collega 5Stelle Di Maio che è diventato sempre più assente, complice anche la vicenda che ha interessato l’azienda del padre e quale scivolone televisivo di troppo. Trascorso il periodo di Natale, però, tutti torneranno a farsi vedere perché il 2019 si apre già con un appuntamento politico importante: le elezioni amministrative di febbraio. Queste rappresentano il primo vero banco di prova per le forze che sono al Governo per testare la loro forza a quasi un anno dalle politiche. Sarà in quell’occasione che si rimoduleranno le percentuali e il peso che Lega e 5 Stelle avranno all’interno dell’esecutivo.

Subito dopo, a marzo, ci saranno le primarie del PD, che vedranno Zingaretti trionfare come segretario a meno che in questi mesi non esca fuori una candidatura in grado di contrastarlo. Se anche Minniti si è ritirato, l’unico che può negare il plebiscito al Governatore del Lazio è Matteo Renzi che potrebbe anche decidere di candidarsi per, poi, lanciare il proprio partito.

Questo impatterà anche sulle elezioni europee di maggio, dove si vedrà veramente se gli italiani seguiranno Salvini nel suo progetto di una rivoluzione sovranista dell’UE oppure faranno marcia indietro esprimendo un voto di garanzia magari per un neonato partito moderato che potrebbe avere come personaggio di spicco anche Mario Draghi, in scadenza di mandato come Presidente della BCE, che potrebbe “scendere in campo” per contrastare la deriva antieuropeista.

I giochi di forza delle europee, come quelli delle regionali, condizioneranno anche le nomine dei Cda di importanti controllate pubbliche in scadenza ad aprile 2019 come Fincantieri, Snam, Agcom e Italgas che sono solo un anticipo di quelle che ci saranno nel 2020 Eni, Enel, Terna, Poste Italiane, Enav, Anas, solo per dirne alcune.

Insomma il 2019 sarà ancora un anno di novità sia dal punto di vista degli scenari politici che da quelli della comunicazione. Staremo a vedere cosa succederà e chi saranno i nuovi protagonisti.