PD alla ricerca di un segretario, strategia di comunicazione per il futuro leader
4 ottobre 2018

PD alla ricerca di un segretario, strategia di comunicazione per il futuro leader

Dopo la presentazione della manovra finanziaria da parte del Governo, il PD è sceso in piazza per far sentire tutta la sua disapprovazione, un momento di coesione come non si vedevano da tempo tra i dem che hanno dimenticato per qualche ora le lacerazioni interne. Proprio in quelle ore GPF Inspiring Research ha interrogato il popolo dell’elettorato PD per capire se avessero le idee chiare sul futuro leader. SCARICA IL SONDAGGIO COMPLETO

Net in Progress ha analizzato questi dati in termini di strategie di comunicazione insieme al Presidente dell’istituto di ricerca, Roberto Baldassari.

Il Partito Democratico sta parlando di primarie e di congresso da qualche mese, ma ancora non c’è nulla di definito, l’unico candidato è ancora Zingaretti che il prossimo weekend giocherà la sua partita a Piazza Grande a Roma

“Oggi è difficile stimare un’affluenza reale perché finché non ci sono i candidati veri e una data certa per le primarie del PD ed è complesso anche per chi fa sondaggi trovare numeri assestati” spiega il professor Baldassari.

NOTORIETÀ E JOB APPROVAL DEI LEADER PD

Zingaretti è conosciuto dal 93% degli elettori del PD, secondo a Renzi di un solo punto, ma rispetto all’ex segretario raccoglie l’84% di fiducia contro il 79% del fiorentino.

“Attualmente Zingaretti beneficia di un aumento di visibilità perché sono gli altri che ne parlano. Nel Lazio è conosciuto direttamente per il suo ruolo istituzionale, al di fuori lo conoscono indirettamente perché viene tirato in ballo dagli altri. Inoltre, ha un portale di immagine buono: è fuori dalle diatribe del partito, agisce sempre in seconda battuta e si tiene lontano dalle polemiche. Senza dimenticare che gode anche di un certo effetto transfert del fratello Luca alias Montalbano”.

IL PROFILO DEL PROSSIMO LEADER PD

Molto interessante, in termini di comunicazione politica, è analizzare la slide del Monitor Profile dei leader PD. “Zingaretti è in una posizione quasi centrale, spostato verso la cultura civica e la tradizione, è esattamente a metà tra Martina e Mattarella ovvero nella fascia del normotipo. Questo è un assoluto vantaggio rispetto a Renzi, l’ex premier segmenta: o lo ami o lo odi”.

“Oggi per il PD una leadership alla Renzi non è più pensabile perché la parte dei rottamatori la stanno interpretando (alla perfezione) il Movimento 5Stelle e la Lega. L’elettorato del PD vuole una figura che si contrapponga nettamente allo stile grillino e leghista e non una figura che in qualche tratto lo ricordi con il suo modo di fare. Gli elettori democratici cercano un profilo diverso da Renzi, Zingaretti non è di certo il nuovo che avanza, ma va bene così. I dem vogliono una figura di garanzia che li protegga in qualche modo, una guida che si distingua in maniera netta sia da Di Maio che da Salvini anche come età e standing”.

Se Zingaretti convince il 23,6% degli elettori del PD come prossimo leader, c’è un 18,7% che indica che non ha le idee chiare su chi possa essere il successore di Renzi. “Manca un nome nuovo, si dice che si vuole cambiare, si parla di rinnovamento ma invece di sciogliere il PD bisognerebbe trovare e proporre una guida diversa. Questo 18,7% non va assolutamente sottovalutato o tralasciato, merita attenzione perché non è un dato casuale”.

LA STRATEGIA DI COMUNICAZIONE DEL NUOVO SEGRETARIO PD

“Chiunque venga eletto segretario del PD deve fare due cose: in primis non celebrare ex ante il funerale del partito perché l’unica cosa che ottiene e che si avveri realmente la fine del PD. In secondo luogo, a livello di comunicazione deve ripartire dalle persone. Ora si sta attuando una partita al massacro per il sistema dem perché è stato messo al centro il tema del nuovo e della leadership. Chiunque sarà il prossimo segretario non deve usare il PD per promuovere se stesso come ha fatto Renzi, ma deve mettere sul palco uomini e donne del PD, che in piazza a Roma hanno dimostrato di saper dare una risposta molto più forte di qualunque politico”.
E, in questo senso, staremo a vedere come si presenterà Zingaretti sul palco della sua convention Piazza Grande.

I NUOVI/VECCHI TEMI DEL PD

“Gli elettori del PD, parafrasando Nanni Moretti, vogliono sentirsi dire ‘qualcosa di sinistra’, sono stanchi di persone che cavalcano i temi populisti perché rincorrono gli altri, attirando un elettorato liquido come sta facendo ultimamente la Lega e come fa da sempre il M5S. L’elettorato del PD, invece, è solido e va fermata l’emorragia di voti che dal 40% delle Europee del 2014 ha portato a prendere meno del 20% alle Politiche del 2018 e a valere circa il 15,5% nelle intenzioni di voto di questi giorni. Non possono più rincorrere gli altri perché perdono anche chi è rimasto”.