La rivoluzione digitale e il ruolo strategico della comunicazione
22 dicembre 2017

La rivoluzione digitale e il ruolo strategico della comunicazione

La Net in Progress lavora sulle strategie di comunicazione e sull’impatto che il digitale ha sulle decisioni aziendali per il raggiungimento degli obiettivi che la governance si pone.

La rapidità con cui le tecnologie si diffondono e la loro pervasività nella vita quotidiana sono due tra gli elementi che definiscono il tempo che stiamo vivendo.

La rivoluzione digitale ha decisamente cambiato il mondo della comunicazione impattando sia sulla velocità della risposta sia sulla bidirezionalità, nonché sull’estrema personalizzazione del messaggio a seconda del target.

La comunicazione quindi diventa sempre più rilevante e centrale per il successo competitivo delle imprese influendo sul posizionamento del brand, sulla reputation e sull’identity.

L’avvento dei social media e delle tecnologie digitali hanno formato nuove generazioni di consumatori in grado di essere iperconnessi e in comunicazione con un numero sempre maggiore di utenti. Il “nuovo consumatore”, figlio della rivoluzione digitale (Millennials e Generazione Z), ha un approccio totalmente diverso al brand, al prodotto/servizio e alla comunicazione stessa.

Alcuni dati su queste due generazioni:

  •  90% di essi dichiara di essere sempre online e connesso;
  •  8-12 secondi il tempo medio di attenzione;
  •  75% la forza lavoro rappresentata dai Millennials nel 2020 (a livello globale).

GENERAZIONI A CONFRONTO

La prima distinzione va fatta in termini temporali: la generazione dei Millennials comprende i nati tra il 1980 ed il 1994, mentre la generazione Z si colloca tra il 1995 e il 2010.

  • il numero di display/schermi/dispositivi: 2 Mill. vs. 5 Gen. Z;
  • i Mill. comunicano scrivendo vs. i Gen. Z comunica con immagini e video;
  • i Mill. condividono contenuti vs. i Gen Z creano contenuti;
  • i Mill. sono focalizzati sul presente vs. i Gen. Z sono focalizzati sul futuro;
  • i Mill. sono ottimisti vs. i Gen. Z sono realisti;
  • i Mill. aspettano di essere scoperti vs. i Gen. Z sono pronti a lavorare duro per avere successo.

Questo consumatore sta rivoluzionando l’economia perché ha un approccio completamente differente al mercato rispetto al passato e le caratteristiche di entrambi le generazioni sono le seguenti:

Mobile first: lo smartphone è diventato lo strumento primario per tutte le attività di consumo; che si tratti di ricercare informazioni sui prodotti, di confrontarli, o di procedere all’acquisto;

Impulsivi: il tempo dedicato alle decisioni di acquisto è sempre più breve. In molti casi i consumatori reagiscono in modo immediato all’esposizione ad un determinato prodotto, decidendo di acquistarlo in tempo reale; il diffondersi dell’eCommerce ha esacerbato in modo particolare questo trend;

Impazienti: si aspettano di ottenere quello che comprano rapidamente, “costringendo” i produttori e i retailer a intervenire sull’organizzazione della logistica per soddisfare questa impazienza.

Bisognosi di fidarsi: vivono il rapporto con i brand in modo più “intimo” che in passato; spesso, infatti, i brand sono scelti per intere famiglie di prodotti (es. Apple vs. Samsung), e i consumatori si connotano non più come acquirenti occasionali, ma clienti fedeli;

Attenti ai costi: pur non essendo guidati dalla volontà/necessità di risparmiare, vogliono essere sicuri di non essere imbrogliati e di spendere il giusto rispetto al valore che ottengono.

Questo tipo di consumatore cambia radicalmente il rapporto con il brand ponendo il CEO come il principale responsabile della comunicazione. Quest’ultima diventa elemento strategico non solo nella vendita del prodotto e nel posizionamento del brand ma anche per la creazione stessa del prodotto/servizio. Net in Progress basa tutta la sua forza nella profonda conoscenza delle strategie di comunicazione e del target. 

Le aziende devono individuare sempre più nel leader aziendale un leader digitale della propria impresa. Da diverso tempo lavoriamo con i nostri clienti sul personal branding del leader che deve essere in linea con il corporate branding perché è sempre più sottile la distinzione di questi due ambiti della comunicazione.

L’Italia è al 24° posto sui 28 Paesi UE nel Digital Economy & Society Index che misura la performance digitale dei Paesi in Europa.

In un mondo sempre più interconnesso con mercati sempre più fluidi vuol dire che l’Italia paga un fortissimo gap digitale che non ci permette di essere al pari delle altre economie nazionali.

La rivoluzione digitale sta modificando radicalmente le nostre vite e la comunicazione sta diventando un elemento strategico per istituzioni ed imprese per comprendere un processo che inevitabilmente ridisegnerà il loro rapporto con il cittadino/consumatore.