Denunciare le condizioni di lavoro inaccettabili con cui la GDO gestisce i lavoratori.
Cliente: UILTuCS
Categoria: Campagna
Background
La UILTuCS Roma e Lazio ha notato una crescita nella frequenza delle denunce riguardo il mancato rispetto dei contratti e delle regole, provenienti da lavoratrici e lavoratori della GDO alimentare della Capitale e della Regione.
UIL
La UILTuCS Roma e Lazio è il sindacato appartente all’organizzazione della UIL che tutela i diritti dei lavoratori dei settori del Turismo, del Commercio e dei Servizi sul suolo della Capitale e della Regione. La GDO rientra nella categoria dei Servizi.
Campagna
La campagna si è organizzata su due livelli: far circolare la ricerca tramite media relations ed un’affissione, che riportava dipendenti ridotti in schiavitù ma costretti a sorridere, ricordando come spesso offerte troppo vantaggiose nascondano un costo a spese dei lavoratori.
Strategia
Il primo passo è stato rafforzare l’insight tramite una ricerca su oltre 1000 dipendenti, anche dal punto di vista psicologico: dai risultati è emersa una condizione ancor più allarmante tra turni massacranti e stipendi non pagati, di cui tutti sono all’oscuro.
Emozioni
La campagna fa leva sulle emozioni negative in grado di generare una reazione decisa. Traduce la rabbia ed il disgusto nei confronti dello sfruttamento in vigilanza per il pubblico, che farà caso a queste dinamiche quando acquisterà successivamente nei supermercati.
Risultati
L’enorme copertura media della notizia e la visibilità in Metro agli oltre 1.200.000 viaggiatori ha permesso a UILTuCS di intavolare discussioni su tavoli di rilievo ed ha incoraggiato altri lavoratori a denunciare, aumentando ancor di più la voce in capitolo del sindacato.
Per diversificare le modalità di contatto con le persone, abbiamo articolato la campagna su diversi livelli:
La campagna multisoggetto, in affissione in tutte le stazioni metro della capitale, rappresenta dei lavoratori della GDO chiaramente ridotti in schiavitù – tramite l’iperbole dato dal richiamo semantico della “palla di ferro” – ma costretti comunque a sorridere.
Il messaggio è chiaro: spesso, troppo spesso, dietro un’apparente atmosfera di serenità e convenienza si cela una situazione tutt’altro che serena. Una situazione per cui vale la pena lottare.
L’asset principale della campagna è stata la ricerca di mercato condotta al fine di fare luce sulla drammaticità della situazione attuale, dopo averne intuito la natura con alcune denunce. La reale sensibilizzazione passa dalla dimostrazione di cosa esiste, la ricerca diventa il nostro prodotto digitale di comunicazione.