Osservatorio
emozioni
degli italiani

Fiducia

Ammirazione / Fiducia / Accettazione

Colore
risultante:

Dettagli

Derivate dal latino “fidere” (avere fede) è la sensazione che proviamo quando siamo sicuri della riuscita delle nostre azioni e/o delle intenzioni altrui. Ci porta ad agire con convinzione, fidandoci delle capacità nostre, delle persone intorno a noi e del corso degli eventi. Limita le esitazioni e stimola la collaborazione, diminuendo la necessità di verifica permettendoci di concentrare le risorse mentali su attività gratificanti piuttosto che sulle preoccupazioni. La fiducia è inoltre motore di relazione, presupposto fondamentale per il funzionamento della società per cooperazione e condivisione di obiettivi. Tuttavia, un eccesso di fiducia, l’ammirazione, può portarci ad ignorare segnali di pericolo o ad errori di sopravvalutazione delle capacità nostre o altrui.

Boomers e Gen. X hanno interiorizzato maggiormente le abilità proprie e altrui, vivendo relazioni durature in una quotidianità che segue un pattern, in cui la ripetizione di impressioni positive ne favorisce la presa di coscienza. La natura più dinamica delle relazioni di Millennials e Gen. Z li porta a coltivare fiducia con minore frequenza.

Provare fiducia per sè stessi e gli altri ha un impatto positivo sulla salute psico-fisica, riducendo stress e preoccupazioni, concentrando le proprie risorse su attività gratificanti e migliorando l’attività del sonno. Tuttavia, uno squilibrio tra fiducia verso sè stessi e gli altri può comportare una dimensione di disordine mentale, egoismo o sudditanza.

La fiducia verso sè stessi, gli altri e gli eventi fluidifica il processo decisionale privato, lavorativo e sociale. Diminuendo ansia e preoccupazione, comporta entusiasmo e presenza. Tuttavia, un eccesso di fiducia (ammirazione) può portarci ad ignorare segnali di pericolo o a prendere decisioni sopravvalutando le capacità nostre o altrui.

Ricevere critiche provando fiducia o stima verso sè stessi o chi le effettua, comporta una reazione decisamente cosciente e costruttiva. La reazione diventa invece minata quando c’è ammirazione, per sè stessi o per chi le effettua: si rischia una reazioni rispettivamente di superiorità o di interiorizzazione e delusione eccessiva, personale.

Statistiche

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Totale

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Femmine

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Gen. X

La distribuzione generale lascia emergere una fiducia presente sul luogo di lavoro, con concentrazione nel genere femminile e nella generazione adulta. Un dato che non supera il 30% su un’emozione così costruttiva per la collaborazione, lascia però intuire quanto ci sia un margine di miglioramento HR ancora inesplorato dalla maggior parte delle aziende.

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Totale

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Non binario

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Gen. X

Dalla contenuta distribuzione generale traspare un Paese in cui solo una persona su tre prova fiducia verso sè stessa e in famiglia. Il parimerito tra genere non binario e maschile (34,6%) apre riflessioni circa il ruolo che società ha verso la percezione di sè femminile. La Gen. X mostra un mix di esperienza e vitalità che aumenta i livelli di fiducia.

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Totale

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Femmine

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Gen. Z

Solo un terzo del totale prova fiducia nell’approccio allo sport, aprendo riflessioni sulla permeabilità delle incertezze riconducibili dalla competizione. Questa chiave di lettura ci suggerisce una minor polarizzazione competitiva nel contesto femminile e una maggior propensione a trasformare la sfida e fiducia per le nuove generazioni.

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Totale

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Maschi

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Gen. Z

Parlando di fiducia in ambito artistico, ci riferiamo alla fiducia verso sè stessi e il mondo derivante dall’elaborazione interna dell’impatto evocativo dell’arte. In questa chiave, notiamo una maggior propensione per maschi e Gen. Z, probabilmente per distribuzione stessa di artisti e messaggi lanciati, che permettono loro un’identificazione diretta.

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Totale

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Femmine

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Silenziosa​

Conservando la chiave di lettura relativa all’arte, notiamo un effetto presente ma contenuto della spiritualità a livello generale, con una maggior propensione in questo caso per il genere femminile. Significativo il dato relativo alla generazione anziana, che notiamo essere largamente coinvolta a livello religioso, una declinazione di spiritualità.

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Totale

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Femmine

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Silenziosa

Un dato basso in relazione al contesto politico rispecchia l’immagine di un Paese astensionista, che percepisce come distante la comunicazione e l’attività politica. La crescita del dato nella generazione anziana apre il tema della necessità di un ammodernamento generale della comunicazione politica, che si avvicini ai più giovani.

Gioia

Estasi / Gioia / Serenità

Colore
risultante:

Dettagli

La gioia è un’emozione intensa ed effimera, che nasce quando la realtà supera le aspettative ed ha breve durata, persistendo poco dopo solo nel ricordo dell’esperienza. L’estasi ne rappresenta l’espressione massima in termini di intensità e brevità, mentre la serenità ne è l’espressione più contenuta e stabile. La gioia emerge spontaneamente e trasforma il nostro approccio al futuro, infondendo ottimismo, resilienza e apertura verso nuove esperienze ed interazioni sociali. Rafforza la fiducia nelle nostre capacità e la memoria emotiva. Rappresenta il potenziale umano di eccellenza e, quando condivisa, rafforza i legami sociali.

Millennials e Zoomers interiorizzano maggiormente le novità dei successi personali, dei momenti di svago e delle attività ricreative: condividono nuove esperienze con una rete sociale più ampia e dinamica. Boomers e Generazione X si concentrano invece nel contesto familiare e nel contesto sociale lavorativo. Possiamo correlare scoperta e gioia, notando quanto sia influenzata dalla diversità e dinamicità del proprio contento sociale.

Stabilizzare gioia ed estasi in serenità tramite il ricordo e la gratitudine, riduce lo stress con un impatto positivo psico-fisico generale fino ad un miglioramento del sonno e del sistema immunitario. Contribuisce inoltre alla crescita della consapevolezza di sè e migliora la gestione delle proprie emozioni, costruendo un atteggiamento resiliente.
La gioia nel processo decisionale privato, lavorativo o sociale ha un impatto generalmente positivo, seppur conservando alcune insidie: la serenità rende le persone riflessive e ponderate nel loro ottimismo, mentre decisioni prese nel picco di gioia possono risultare eccessivamente ottimistiche e troppo sicure ignorando alcuni aspetti reali.
La gioia ha un impatto generale positivo nella reazione alle critiche, con differenze sostanziali nel rendere positive a seconda dell’intensità. La serenità porta ad analizzare e comprendere i feedback negativi, elaborandoli con atteggiamento positivo. In uno stato di estasi si rischia invece di ignorare la critica, senza trarne alcuna crescita.

Statistiche

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Totale

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Non binario

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Millennials

Generalmente bassa, conferma il trend odierno della percezione del contesto lavorativo: positive le relazioni coltivate con i colleghi. Il genere non-binario risulta il più sensibile alla gioia, probabilmente per il percorso che ha portato ad una nuova consapevolezza di sè. Millennials e Gen-Z si confermano le generazioni che provano più gioia.

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Totale

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Maschi

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Boomers

Inferiore al 50%, rispecchia un Paese generalmente in sofferenza dal punto di vista emotivo. La prevalenza del genere maschile lascia ipotizzare temi legati alla parità di genere, mentre la prevalenza dei Boomers suggerisce un’instabilità emotiva nel privato dei più giovani, oltre ad un differente approccio all’idea interiore di famiglia.
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Totale

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Non binario

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Boomers

Generalmente bassa, intuiamo un legame con temi legati alla competitività diffusa nell’approccio allo sport. La prevalenza nel genere Non-binario e nei Boomers ci suggerisce una maggiore consapevolezza di sè che comporta resilienza alla competizione da un lato ed una dimensione serena dall’altro, legata all’hobby e alla relazione sociale.

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Totale

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Femmine

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Millennials

Un totale inferiore, seppur vicino, al 50% lascia intuire un generale distacco dalla dimensione emotiva dell’altre a favore della concezione consumistica. Il genere femminile emerge per sensibilità artistica, mentre i Millennials si distinguono probabilmente per una combinazione tra tempo disponibile da dedicare all’arte ed una sensibilità ancora elevata.
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Totale

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Non binario

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Gen. X

Una percentuale generalmente bassa evoca un’immagine spiccatamente cosciente e razionale della popolazione. Il genere non-binario prova gioia in una dimensione interiore che ha affermato una nuova sessualità, mentre la Gen. X ci suggerisce di aver elaborato la propria immagine nel tempo fino a trovarne un rifugio felice ed equilibrato.
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Totale

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Non binario

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Millennials

Una percentuale decisamente bassa di associazione della gioia alla politica delinea un quadro nazionale distante dall’attività degli ultimi anni. Molto curiosa invece la maggioranza del genere non binario e dei Millennials, che lascia suggerire una loro maggior apertura, ascolto e capacità di percepire cambiamenti futuri.

Aspettativa

Vigilanza / Aspettativa / Interesse

Colore
risultante:

Dettagli

L’aspettativa è la complessa emozione della narrazione del sé, che esprime il nostro bisogno di autorealizzazione spingendoci a raggiungere gli obiettivi che riteniamo costituiscano l’immagine di noi stessi, influenzando scelte ed azioni quotidiane. Ricerca risultati su cui basare la nostra identità, trasformandoli in desiderio. Gestire il dialogo con i nostri desideri è importante: un processo confuso potrebbe legare l’aspettativa a sentimenti negativi di ansia e ossessione, spesso legati ad immobilismo o una paura di non essere all’altezza. Ad aver così tanto bisogno di dimostrar qualcosa da distruggerla.

L’aspettativa sorge con la ricerca di successi personali, momenti di svago, interazioni personali, risultati lavorativi ed altri traguardi personali, in ogni misura e forma. È più comune tra Boomers e Gen X, generazioni che tenderebbero facilmente alla routine se non cercassero, appunto, il desiderio del nuovo.

L’aspettativa ha un impatto molto variabile sulla salute psico-fisica: aspettare, desiderare qualcosa in modo sano ed entusiasta riduce lo stress, migliora l’umore, la qualità del sonno e il sistema immunitario. Dall’altro lato, un’eccessiva ricerca di conferme o novità ha un forte impatto nella direzione opposta.

Allo stesso modo, è variabile l’impatto sul processo decisionale: una declinazione entusiasta di desiderio aiuta a mantenere lucidità, pianificazione e valutazione. L’insorgere di eccessiva aspettativa riguardo qualunque aspetto privato, lavorativo o sociale comporta una distorsione nel processo generando confusione e blocco.

Una reazione costruttiva ad una critica ricevuta rispetto a qualcosa per cui si prova aspettativa è propria di chi è sicuro del proprio pensiero, perché riesce a trovare arricchente l’opinione altrui. Dall’altro lato, una vigilanza verso un obiettivo porta ad alzare un muro e a difendere non lucidamente una propria idea, rendendo attacchi le critiche.

Statistiche

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Totale

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Maschi

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Silenziosa

Provare aspettativa rispetto all’idea di lavoro vuol dire traslare il significato dei traguardi lavorativi nella propria identità: leggiamo dunque il dato generalmente contenuto come positivo. Dall’altra parte, se la generazione in pensione è quella che prova più aspettativa, potremmo affermare che l’ambiente lavorativo attuale presenta pochi stimoli e prospettive?

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Totale

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Non binario

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Gen. X

Un dato generalmente quasi nullo, ad accezione del genere non binario probabilmente attento alle conferme di un’identità affermata nel tempo. La concentrazione in Boomers e Gen X è un dato positivo, ma rivela l’ipotesi che le nuove generazioni siano meno ambiziose, abbiano meno aspettative per il futuro. Cosa li spinge a questa fuga?

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Totale

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Non binario

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Gen. Z

Interpretando il dato generale con la chiave della competitività, intuiamo che l’aspettativa non sia propria dell’atleta ma del contesto: in pochi provano aspettativa in prima persona, maggiormente non binario e maschi. Il dato sale invece nella Gen Z, suggerendo che il contesto competitivo stia gradualmente entrando nell’immagine di sé dei giovani atleti.

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Totale

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Non binario

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Gen. X

Quasi nessuno prova aspettativa pensando all’arte, con un parimerito al “picco” di Gen X, Boomers e Silenziosa. L’unico, discreto, picco del dato riguarda il genere non binario: ipotizziamo l’aspettativa riguardi il desiderio che l’arte riesca a normalizzare l’esistenza dei nuovi generi nella società, abbattendo le barriere discriminatorie.

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Totale

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Femmine

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Silenziosa

L’aspettativa è l’emozione della narrazione del sé, dunque generalmente è diffusa pensando a ciò che riguarda la spiritualità. Attualmente il genere femminile risulta quello più denso di aspettative nell’indagine interiore. Curioso il primato della generazione più anziana, che probabilmente desidera una vecchiaia serena dalla religione e spiritualità.

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Totale

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Femmine

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Gen. X

Un Paese con poca aspettativa nei confronti della politica sembra non considerare il fatto che le azioni politiche possano impattare la propria quotidianità. Il timido picco nel genere femminile richiama il tema della parità dei sessi, mentre quello della Gen X, adulti giovani, identifica il loro maggior coinvolgimento nel dibattito politico.

Rabbia

Ira / Rabbia / Fastidio

Colore
risultante:

Dettagli

Da Seneca ad Aristotele, la rabbia è sempre stata descritta come la più turpe delle passioni che si genera in risposta al sentirsi sminuiti o insultati. È un’emozione che scatta quando non si sente riconosciuto il proprio status, che può influenzare le nostre azioni fino a farci pentire.

Dall’altra parte però, è un potente motore di cambiamento: è in grado di mobilitare nuove risorse interne, rinforzando la nostra energia, motivazione e moto di risoluzione verso il problema o di distacco da situazioni e persone oppressive e dannose. La rabbia è una voce che chiede di essere ascoltata, compresa e gestita.

La rabbia si origina quando situazioni o interazioni umane risultano diverse da come previsto facendoci percepire come impotenti o ridotti. Le generazioni che più presentano rabbia sono la Gen X ed i Millennials: giovanissimi e giovani adulti, entrambe generazioni di transizione verso una successiva dimensione di vita e di identità che genera conflitto.

La rabbia ha un impatto negativo sulla salute psico-fisica, generando stress ed importanti sintomatologie fisiche legate all’ipertensione. Dall’altra parte, quando assottigliandola in irritazione è possibile reagire allo stimolo con presenza, generando nuova energia, iniziativa e coraggio ed usare questa emozione come motore di cambiamento reale.

La rabbia polarizza attenzione, ragionamento e attività di chi la prova, rendendolo impulsivo e meno razionale sia in ambito personale che lavorativo. Non è però un ostacolo definitivo per il processo decisionale: imparando a gestire l’impulso iniziale, è un potente mezzo di riflessione che apre la strada a nuove valutazioni nella presa di posizione.

La rabbia è spesso la prima emozione a comparire, annullando ogni interpretazione costruttiva e portando l’individuo ad interpretare le critiche come attacchi personali causando frustrazione. È invece un potente mezzo di interpretazione: ci consente di individuare e riflettere sulle intenzioni dell’interlocutore, allontanarci da relazioni tossiche.

Statistiche

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Totale

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Maschi

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Gen. Z

Il dato totale risulta allineato ad un ambiente dinamico e competitivo, in cui inevitabilmente nascono conflitti. La Gen Z, la categoria più giovane dei lavoratori, risulta infatti allineata. La concentrazione di rabbia nel genere maschile lascia invece intuire una competitività eccessiva tra loro, proponendo un contesto in cui spesso si scavalca lo status altrui.

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Totale

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Femmine

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Silenziosa

Il dato totale e sul genere ci trasmettono l’immagine di un Paese in cui generalmente si trova un equilibrio nel privato, ma in cui al genere femminile è richiesto di scendere a patti più spesso. Gli anziani ci suggeriscono invece di non veder spesso riconosciuto il loro status, probabilmente per forti apprensioni, giudizi o negazioni dei familiari.

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Femmine

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Silenziosa

Leghiamo la rabbia al pensiero dello sport ad una condizione di competizione eccessiva, cogliendo un Paese in cui viene sofferta da ben oltre una persona su dieci. Il dato si alza per il genere femminile, portando alla luce una concezione spesso maschilista e impari degli sport. La generazione anziana invece potrebbe non condividerne la deriva commerciale.

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Totale

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Non binario

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Boomers

L’arte suscita emozioni in risposta alle sensazioni proposte, che vengono interpretate reagendo a stimoli in modo dunque estremamente personale. Il dato è trasversalmente basso, in cui spicca il genere non binario, che spesso viene discriminato tramite i luoghi comuni di alcune declinazioni artistiche.

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Totale

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Non binario

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Millennials

In un contesto generalmente contenuto, notiamo un picco di rabbia della generazione neo-adulta nel rapporto con la spiritualità. Possiamo interpretare il dato sia come un deciso distacco rispetto alle logiche religiose che come una presa di coscienza di quanto il panorama attuale offra poco tempo e modo di affacciarsi all’indagine interiore.

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Totale

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Maschi

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Gen. Z

Notiamo una deriva dell’immagine politica nel Paese, che genera rabbia in una persona su quattro – che si è tradotta in astensionismo (blocco) più che in valutazione e scelta (reazione). Nel contestualizzare il dato, notiamo conferma nella disparità di visione tra le generazioni più giovani e l’andamento generale del Paese, che non li rispecchia.

Disgusto

Ripugnanza / Disgusto / Noia

Colore
risultante:

Dettagli

Il disgusto nasce come difesa primordiale verso ciò che risulta nocivo: si attiva quando siamo esposti a qualcosa che percepiamo diversa da come dovrebbe essere. Ci disorienta invitandoci alla protezione, evitando l’interazione con l’elemento disgustoso, cibo, comportamenti, persone, ambienti o idee.

Il disgusto è un’emozione che crea barriere: sensibilità e comprensione sono fondamentali dunque per distinguere quelle che ci proteggono realmente rispetto a confini indotti dal pregiudizio o da modelli culturali di esclusione sociale o stigma. Quando si stabilizza in noia, ci priva di giudizio.

Il disgusto si origina da ingiustizie, fallimenti, conflitti e relazioni interpersonali, infatti le generazioni che provano maggior disgusto sono Gen X e Millennials, le più attive nella loro vita sociale e lavorativa. Boomers e Gen Z invece concentrano questa emozione nel contesto familiare, indicando una natura conflittuale nelle prospettive tra genitori e figli.

Il disgusto ha un impatto generalmente negativo sulla salute psico-fisica, perché genera distacco e annullamento, con importante impatto a livello fisico nella zona dello stomaco. Quando si stabilizza in noia crea un distacco non cosciente che tende a bloccare l’analisi dell’elemento riluttante, che migliora invece consapevolezza di sé, resilienza e crescita.

Il processo decisionale è fortemente guidato dal disgusto, che polarizza l’attenzione dell’individuo portandolo velocemente a decisioni che vanno in senso opposto rispetto all’elemento riluttante, che sia in contesto privato, lavorativo o sociale. Provare noia verso persone, luoghi o situazioni porta ad un’assenza che genera un distacco lento e definitivo.

Nell’elaborazione delle critiche, la noia tende a creare un atteggiamento di svalutazione rispetto al feedback, annullandolo. Disgusto, e ancor di più ripugnanza, creano invece uno stato di forte disagio, portando le persone ad interpretare la critica come offensiva, come un attacco personale.

Statistiche

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Totale

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Maschi

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Silenziosa

Provare disgusto rispetto all’idea di lavoro è un forte disagio, per cui il dato totale risulta un campanello d’allarme nonostante non superi il 10%. La concentrazione nella generazione più anziana apre invece un dibattito circa l’evoluzione culturale, indicando l’assenza di attenzione al benessere dei lavoratori negli anni passati.

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Non binario

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Millennials

In un quadro generale tendenzialmente positivo, spiccano per disgusto il genere non binario e la generazione dei neo-adulti. Entrambe le categorie, infatti, sono spesso oggetto di modelli culturali che accolgono pregiudizi che tendono all’esclusione e allo stigma, sia dal punto di vista sessuale che dalla “poca responsabilità o proattività lavorativa” dei giovani.

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Totale

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Binario

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Silenziosa

Lo sport non genera disgusto, se non per la tossicità di alcuni ambienti che sostituiscono la competitività al divertimento, per entrambi i sessi binari. Il dato riguardante la generazione dei più anziani suggerisce una riluttanza verso l’evoluzione della cultura sportiva, magari dettata dall’eccessiva deriva commerciale che si realizza in noia.

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Totale

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Non binario

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Silenziosa

Collegare un’emozione dalla natura così profonda e conflittuale all’espressione artistica è segno di una forte sensibilità rispetto a ciò che viene trasmesso. Soffermandoci sulla progressiva deriva “sensazionalistica” dei contenuti artistici per generare audience, notiamo come spicchino il genere più stigmatizzato e la generazione più conservatrice.

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Totale

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Maschi

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Boomers

Il disgusto verso il mondo interiore apre le porte all’evoluzione personale. Generalmente contenuto e pari tra maschi e non binario, spiccano nei Boomers: una generazione che occupa una terra di mezzo culturale, in cui probabilmente rifiutano il confronto con i loro figli circa una visione dell’interiorità contraria a quella appresa dai loro genitori.

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Femmine

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Gen. Z

Il rapporto con la politica è generalmente critico, con oltre una persona su cinque che prova disgusto al pensiero. Si concentra nel genere femminile, al centro di numerose battaglie per i propri diritti. Spicca invece il dato della Gen Z, figlio di una narrativa della politica polarizzata dalle opposizioni e percepita come noiosa e lontana dai propri interessi.

Tristezza

Dolore / Tristezza / Pensierosità

Colore
risultante:

Dettagli

La tristezza è legata al distacco da qualcosa che consideravamo nostro: la separazione è dolorosa, ma è necessaria per scoprire. In ogni forma, che sia per un lutto o per la perdita di un oggetto, rispecchia la necessità di adattarci alle inevitabili trasformazioni della vita.

Quando elaborata in pensierosità diventa l’emozione chiave nel processo di introspezione, necessario ad elaborare perdite e cambiamenti per affermare uno sviluppo personale. È un catalizzatore per la crescita e la trasformazione personale: un “guardiano della soglia” che ci prepara ad accettare il nuovo, separandoci correttamente dal vecchio.

Il dolore è più diffuso tra anziani e Boomers, mentre la pensierosità tra Boomers e Gen X. La tristezza nasce da perdite personali, fallimenti o conflitti relazionali e si concentra nella parte finale della giornata, quando le energie sono basse e le difficoltà accumulate. Infatti, nelle generazioni più giovani notiamo una maggiore tendenza alla reazione.

La tristezza, ancor più quando dolore, ha un impatto negativo sul sistema psico-fisico, con sintomatologie riconducibili a quelle della depressione. È importante però considerarla come “guardiano della soglia”, individuando il distacco che ci propone ed accogliendolo. Quando elaborata infatti è veicolo di sensazioni estremamente positive.

 

Essere tristi blocca il processo decisionale, tendendo a renderlo inconclusivo, conservatore e pessimista. In ambito lavorativo peggiora dunque la produttività, rallentando ogni micro-decisione che porta all’azione successiva. Decisioni ponderate in stato di tristezza richiedono di inquadrare e valutare lucidamente l’oggetto di distacco.

Ricevere critiche in stato di tristezza ne compromette l’elaborazione, appesantendole di una sovrastruttura personale legata al senso di colpa e inadeguatezza che porta ad una reazione negativa. Risulta fondamentale elaborare l’oggetto di distacco, origine della tristezza, inquadrarlo lucidamente e differenziarlo rispetto al contesto di critica.

Statistiche

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Totale

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Femmine

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Silenziosa

Il dato totale risulta ottimistico circa il giudizio della qualità media dell’ambiente di lavoro, che purtroppo cresce riguardo le femmine. Nel dato della generazione più anziana invece troviamo una riflessione interessante: l’idea di lavoro li rende tristi, perché richiede un distacco dalla nostalgia degli anni in cui erano a lavoro.

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Totale

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Non binario

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Gen. Z

Generalmente bassa, la tristezza nella vita privata e familiare cresce per chi a modo suo si sente “diverso”, sia per genere che per generazione. Ciò accade perché accettare la propria diversità rispetto al contesto socio-familiare di riferimento richiede un percorso difficile, triste e combattuto, al termine del quale c’è una nuova affermazione.

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Totale

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Non binario​

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Silenziosa

Lo sport è vitalità, scoperta, confronto. Nonostante ciò, abbiamo una fetta di popolazione che prova tristezza quando ci pensa. Se da una parte il genere non binario ci lascia ipotizzare una difficoltà di integrazione in contesti sportivi spesso sessualizzati, la generazione anziana sembra faticare a distaccarsi dai tempi in cui poteva praticare sport.

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Totale

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Non binario

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Silenziosa

Come con la sorpresa, per generare tristezza l’arte ha tanto bisogno di contenuto quanto di attenzione. Non a caso, genere e generazione di spicco coincidono. La maggiore sensibilità dei non binario e l’immunità alla sovraesposizione mediatica della generazione più anziana comportano una maggior facilità di “sentire” opere d’arte nel profondo.

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Totale

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Non binario

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Gen. Z

La tristezza, quando elaborata in pensierosità, è la chiave di accesso all’introspezione: una società emotivamente diffidente fugge il pensiero, proiettando l’emozione associata alla fine del processo introspettivo, che non è triste. Il genere e la generazione più sensibili infatti spiccano nel dato, vivendo con più intensità il processo stesso.

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Millennials

La politica in questi anni è un modello in continua evoluzione, che richiede una fitta catena di distacchi per l’adattamento. Spicca il genere non binario, oggetto di discriminazione diffusa. I Millennials invece soffrono uno scenario instabile nella costruzione e affermazione della loro vita adulta, tra famiglia e prospettive lavorative.

Sorpresa

Stupore / Sorpresa / Distrazione

Colore
risultante:

Dettagli

La sorpresa è un’emozione improvvisa ed effimera. Nasce da eventi che il nostro cervello non aveva considerato possibili: per alcuni si traduce in un’ondata di euforia, un’aggiunta piacevole alla routine; per altri diventa disorientamento per la perdita di controllo.

La sorpresa agisce come catalizzatore di apprendimento, ridefinendo la nostra concezione di incertezza del mondo, forzandoci a integrare nuove informazioni ed aprendoci all’ignoto. Non è solo una breve interruzione della normalità, ma un potente strumento di crescita personale e collettiva che ci consente di notare e apprezzare il “nuovo” nella vita e nei rapporti.

Millennials e Gen Z sono le generazioni più esposte alla sorpresa, vivendo una rete sociale dinamica ed ampia che li apre ad esperienze ed interazioni interpersonali nuove ed inaspettate. Boomers e Gen X li seguono, concentrando la propria sorpresa nelle relazioni interpersonali ed in ambito familiare, probabilmente tramite la relazione con i propri figli.

Provare sorpresa o stupore ha un impatto sulla salute psicofisica connesso alla “reazione al nuovo” dell’individuo: può generare stress e ipertensione come invece un rilascio di adrenalina e serotonina. La distrazione ha effetti ridotti sul sistema. Imparare a normalizzare la reazione alla sorpresa richiede crescita della consapevolezza di sé.

La sorpresa ostacola la lucidità nel processo decisionale: quando è intensa lo carica di impulsività, quando è distrazione lo priva di presenza. La natura stessa dell’emozione, l’apertura al nuovo, suggerisce invece una connotazione positiva: far propria e apprezzare la sorpresa dona coraggio nelle decisioni che trascendono dalla propria zona di comfort.

La sorpresa nella maggior parte dei casi è causata dalla critica stessa, declinandosi in stupore o distrazione a seconda dell’importanza che risiede nell’oggetto della critica. Il feedback inaspettato è di per sé una novità, uno stimolo esterno da elaborare. Per questo motivo la sua elaborazione rispecchierà l’atteggiamento individuale di reazione alla sorpresa in sé.

Statistiche

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Totale

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Non binario

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Gen. Z

Una percentuale contenuta di sorpresa sul lavoro indica un atteggiamento generalmente consapevole nell’approccio alle proprie mansioni. La concentrazione nel genere non binario suggerisce una maggior emotività nella reazione ai feedback, mentre la Gen Z sta entrando nel mondo del lavoro, per cui la sorpresa è fisiologica nell’apprendimento.

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Femmine

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Gen. Z

Sebbene troviamo un dato generalmente contenuto e relativo a una parziale componente fisiologica di sorpresa presente nella vita personale e familiare di ognuno, notiamo un picco nella Gen Z. Tale picco è dovuto alla dinamicità della rete sociale, che sottopone i giovani a nuove e diverse esperienze ed interazioni sociali ogni giorno.

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Totale

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Non binario​

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Gen. Z

In ambito sportivo, la sorpresa è di ampia interpretazione: spazia dalla reazione al tifo rispetto alla performance di un particolare atleta o squadra fino alle sensazioni che si hanno praticando sport in prima persona. In questa chiave, il picco della Gen Z risulta riconducibile alla maggior frequenza con cui approcciano allo sport.

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Totale

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Non binario

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Silenziosa

L’arte sorprende quando ha contenuto, ma soprattutto quando le viene dedicata la giusta attenzione. Il dato totale conferma dunque il tema dell’abbassamento medio della soglia di attenzione. A sostegno dell’ipotesi il non binario risulta il genere emotivamente più sensibile e gli anziani non sono soggetti alla sovraesposizione mediatica.

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Maschi

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Boomers

Più di una persona su dieci si reputa sorpresa dal proprio mondo interiore, perché è un tema che si sta affermando in questo periodo storico. Una realizzazione che stupisce principalmente i maschi, culturalmente abituati a non indagarsi. Lo stesso vale per i Boomers, che tramite l’apertura delle nuove generazioni iniziano a farsi delle domande.

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Maschi

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Gen. Z

La politica sorprende, seppur limitatamente, la popolazione. Un dato che ci suggerisce contemporaneamente scoperta da parte di nuove persone che si avvicinano e reazioni, positive o negative, alla condotta di un mondo politico particolarmente attivo. Non a caso, la generazione più sorpresa è la più giovane ad interfacciarsi con essa.

Paura

Terrore / Paura / Apprensione

Colore
risultante:

Dettagli

“L’unica cosa di cui dobbiamo aver paura è la paura stessa” (F. D. Roosevelt, 1933). Queste parole mettono in luce potere e importanza della paura, intrinsecamente legata alla nostra sopravvivenza: in ogni grado di intensità, è la consapevolezza della nostra vulnerabilità e agisce sul nostro sistema psico-motorio per predisporci ad affrontare sfide imminenti.

Alimenta il coraggio, motore fondamentale di crescita inteso come reazione che ci consente di elaborare nuove soluzioni. Si espone alla strumentalizzazione, quando stimolata per fini di consumo o per politiche di sicurezza.

Boomers e Gen. Silenziosa tendono a provare maggiormente paura, avvertendo un maggior ventaglio di responsabilità per la salute e la famiglia.  Gen. X e Millennials tendono invece a concentrare il sentimento di paura nel contesto lavorativo. Altre fonti di paura emergono dall’affrontare una sfida o conversazioni difficili sotto forma di apprensione, insicurezza e tensione.

La paura ha un impatto negativo sulla salute psico-fisica se prolungata nel tempo: causa stress, ansia, disturbi del sonno e del sistema immunitario. La sua natura però è suscitare una reazione, il coraggio: quando avviene, l’impatto è positivo. Migliora la consapevolezza di sè e delle proprie emozioni, generando resilienza e atteggiamento riflessivo.

In genere la paura ha un impatto bloccante su processi decisionali di crescita e cambiamento, chiamando un rifugio conservatore nel proprio mondo sicuro. In ambito quotidiano, lavorativo e sociale genera ansia, procrastinazione e chiusura sociale minando il rapporto con gli altri ed una sana affermazione dell’immagine di sè. Finchè non arriva il coraggio.

La paura genera uno stress emotivo rispetto alle critiche ricevute, leggendole come conferma delle proprie insicurezze. Rabbia e senso di colpa bloccano l’elaborazione costruttiva, generando un’apprensione per il feedback successivo che sfocia in un loop di ricerca di conferme. Quando subentra invece il coraggio, si rompe la catena.

Statistiche

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Totale

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Femmine

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Gen. Z

Osserviamo una percentuale contenuta di paura al lavoro, segno che anche l’apprensione viene mitigata da altri fattori nella maggioranza degli ambienti. La prevalenza del genere femminile evoca una maggior pressione per le lavoratrici, mentre la paura della Gen. Z nei confronti del lavoro ne denuncia una percezione esterna instabile e alienante.

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Totale

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Non binario

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Gen. X

I dati ci raccontano un’assenza quasi totale di paura in ambito privato e familiare: la concentrazione nel genere non binario suggerisce un collegamento con temi di discriminazione, mentre la prevalenza nella generazione adulta richiamano l’incertezza economica per la cura dei figli e la loro educazione.

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Totale

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Non binario​

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Gen. X

Emozione generalmente assente, si concentra in modo interessante in quella fascia di persone che praticano sport ma si avvicinano gradualmente all’età in cui il loro corpo gli chiederà di smettere. Probabilmente è questa l’origine di apprensione al pensiero e durante la pratica sportiva.

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Totale

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Femmine

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Silenziosa

L’arte non fa paura, tranne quando è il senso stesso dell’opera, ma rimane un tipo di paura circoscritto all’esperienza artistica. È interessante però come gli anziani provino più paura degli altri in ambito artistico: probabilmente una connessione più radicata tra arte e religione evoca significati particolarmente interni, che trascendono l’opera in sè.

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Femmine

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Gen. Z

Il mondo interiore spaventa, si dice, ma il dato generale indica il contrario. Probabilmente per la bassa diffusione culturale della ricerca e della cura di sè. Infatti, genere e generazione più spaventati sono i più aperti alla spiritualità: chi ha vissuto con essa una propria nuova affermazione e chi cresce nell’era della coscienza della presenza interiore.

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Totale

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Non binario​​

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Silenziosa

La politica non fa paura, è oggetto di poco interesse da parte di un Paese allenato a chiuderle le porte della propria emotività. Il genere non binario risulta piuttosto spaventato, perchè oggetto di discriminazione e annullamento. Chi è più anziano conosce e ha vissuto le conseguenze disastrose di politiche distorte e ne teme il rischio.

Colore:

Verde Chiaro

Il 42,9% degli intervistati associa il blu alla fiducia. Nel 1980 in USA, Plutchik aveva invece registrato un’associazione con il verde chiaro. 

Blu

Ciò denota che la percezione varia con cultura, società ed epoca storica.

Qui trovi i dati sull’emozione suddivisi per contesto, con un breve commento.

Per ogni contesto, è indicata la percentuale totale del campione che prova quell’emozione, insieme al genere e alla generazione in cui è più presente.

Gen Z: 1996-2012
Millennials: 1981-1995
Gen X: 1965-1980
Boomers: 1946-1964
Silenziosa: 1928-1945

Colore:

Giallo

Il 46,6% degli intervistati associa il giallo alla gioia. Nel 1980 in USA, Plutchik aveva registrato la stessa associazione. 

Giallo

Ciò denota una percezione che è rimasta invariata, probabilmente per un’associazione archetipale alla luce del sole.

Colore:

Arancione​

Il 27,5% degli intervistati associa l’arancione all’aspettativa, mentre il 27,3% la associa al verde scuro. 

Arancione

Nel 1980 in USA, Plutchik aveva registrato la stessa associazione riguardo l’arancione.

Colore:

Rosso

Il 55,8% degli intervistati associa il rosso alla rabbia. Nel 1980 in USA, Plutchik aveva registrato la stessa associazione. 

Rosso

La percezione è dunque rimasta invariata, probabilmente per l’aumento della pressione associato al colore del sangue.

Colore:

Viola

Il 39,9% degli intervistati associa il marrone al disgusto. Nel 1980 in USA, Plutchik aveva registrato invece un’associazione con il viola. 

Marrone

Ciò denota che la percezione varia con cultura, società ed epoca storica.

Colore:

Blu

Il 46,8% degli intervistati associa il grigio alla tristezza. Nel 1980 in USA, Plutchik aveva invece registrato un’associazione con il blu. 

Grigio

Ciò denota che la percezione varia con cultura, società ed epoca storica.

Colore:

Celeste

Il 40,2% degli intervistati associa il viola alla sorpresa. Nel 1980 in USA, Plutchik aveva invece registrato un’associazione con il celeste. 

Viola

Ciò denota che la percezione varia con cultura, società ed epoca storica.

Colore:

Nero

Il 43,0% degli intervistati associa il nero alla paura. Nel 1980 in USA, Plutchik aveva invece registrato un’associazione con il verde scuro. 

Verde

Ciò denota che la percezione varia con cultura, società ed epoca storica.